giovedì 12 giugno 2008

ci credo. anzi forse no.

io ci credo, che dovremmo essere più competitivi.
ci credo che dovremmo ridurre la boscaglia di leggi, regolamenti e norme che avvolge il nostro lavorare quotidiano; che dovremmo semplificare i sistemi di controllo ed incentivo al lavoro, abolendo molte strutture inutili e dotando di poteri effettivi pochi soggetti qualificati. ci credo che dovremmo misurarci (molto) di più con il mercato, e non ripararci dietro favori, dazi e protezioni di ogni sorta.
insomma, credo veramente al fatto che il mercato possa fungere da "disincrostante" per il mio paese e per il suo mercato del lavoro.


detto questo, quando leggo dei 1260 morti sul lavoro che l'italia ha "registrato" nel 2007, leggo dei turni a 12 ore, leggo dei lavoratori in nero seppelliti di nascosto, dei contratti a termine che non battono ciglio per paura di essere cacciati...
beh allora al libero dispiegarsi del mercato non ci credo più neanche un pò.....


3 commenti:

Skanner ha detto...

Non perdiamo occasione per farci ridere dietro. Ma dove è scritto che la competitività si fa a spese della sicurezza sul lavoro?

giovanni arata ha detto...

quando parlavo di riduzione delle regole, pensavo alle (tante) norme "protettive" introdotte per tutelare interessi di corpo precisi.
per esempio quelle che, in una redazione giornalistica, consentono al 25% dei lavoratori di godere di diritti moooolto ampi, confinando il restante 75% al precariato (ed all'allontanamento in tromba in caso di problemi).
o quelle, altro esempio tra mille, che impediscono l'assunzione di cittadini extra- europei tra gli autisti di autobus di molte città italiane.
o quelle che tutelano in modo mooooolto ampio i lavoratori del pubblico impiego (anche quando non vanno in ufficio), salvo inibire l'ingresso in ruolo di nuovi lavoratori più o meno motivati.
pensavo a tutto questo.

ed era proprio pensando a tutto questo, avvicinato alla retorica sul "dispiegarsi del mercato" sul fornte degli orari (direttiva UE) o della sicurezza (lamentele di Confindustria per l'eccesso di spese da sicurezza) che mi rendevo conto, una volta di più, delle incongruenze presenti nel dibattito pubblico sulla liberalizzazione.

Skanner ha detto...

ribadisco. credo che sia un dibattito tra sordi: da una parte Confindustria che chiede maggiore impunità invece che strumenti per rendere il lavoro più sicuro (come se appunto la competitività sia legata a condizioni di lavoro disumane. Non mi sembra che gli scandinavi abbiano questa idea di mercato). Dall'altra i sindacati che impallidiscono tutte le volte che si parla di produttività e continuano a lavorare più sul concetto di privilegio che su quello di tutela. Prova a chiedere in una fabbrica quanti preferiscono più investimenti in sicurezza a un aumento in busta paga. Mi sembra comunque che stiamo dicendo la stessa cosa...(chiusura democristiana)