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martedì 22 gennaio 2008

cosa compri con la pubblicità?

quando ero bambino, la pubblicità era una cosa che vedevi alla tv tra un pezzo e l'altro di cartone animato o di film.
non la vedevi altrove, la pubblicità. ci volevano soldini per il mars che mi comprava mio nonno, soldini per l'autobus, soldini per il giornale che mio padre acquistava in edicola la mattina.

no, non è un pezzo di amarcord (fuori tempo massimo) fatto per distogliere lo sguardo dalle miserie italiche. né una tirata moralista sulla pubblicità.
è che stamattina mi sono impressionato ben bene leggendo questo su Punto Informatico.
la storia è semplice e apparentemente stordente: semplicemente, uno dei più grandi produttori mondiali di videogiochi (EA) ha deciso di regalare i suoi videogiochi. li regala agli utenti, e pareggia (o, come spera, sopravanza) le spese grazie ai proventi della pubblicità contenuta nel gioco, nonché attraverso gli acquisti di attrezzatura e mappe per i personaggi del game medesimo.

perché raccontare la storia?
perché spiega bene il dispiegarsi in opera del modello di business che sta cambiando molte delle nostre abitudini. free press, telefonate gratis, piattaforme di blogging gratuite, ricerche di informazioni, ora anche giochi. io ti do il prodotto gratis, e tu in cambio accetti di sorbirti una quantità più o meno grande di pubblicità.

il modello è interessante, anche in considerazione del fatto che si sta allargando ad uno spettro sempre più ampio di ambiti di vita e produzione. e che è destinato a cambiare, oltre alle nostre abitudini di consumatori, anche l'organizzazione interna e gli assetti di una quantità di corporations.
è interessante e si porta dietro una domanda. cosa c'è, ancora, che puoi "comprare" attraverso la pubblicità? ma soprattutto, quelli che vendono pubblicità accetteranno di regalarmi una casa se mi tatuo addosso il loro logo?