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venerdì 7 novembre 2008

un altro pianeta

Sì, lo so, adesso qualcuno ci accuserà di procedere "all'italiana", promuovendo le opere degli amici e degli amici degli amici.
Però "Un altro pianeta", film low- budget di Stefano Tummolini, sembra proprio valere una promozione dentro il nostro "piccolo schermo". E' diventato quasi un caso a Venezia, dove ha raccolto un ottimo successo presso il pubblico (e la critica) vincendo anche il Queer Lion Award. E ha ricevuto ottime critiche anche nel circuito più allargato.



Da oggi, 7 Novembre, esce nelle sale. Facciamo finta di non conoscere il cugino del regista, e andiamo a vedercelo =)
PS: Come dite? Il cugino non lo conoscete? Eccovi qui sotto la sua foto segnaletica!
;)

mercoledì 5 novembre 2008

due film e un odore di muffa

Come qualche giorno fa, ci sono ancora due schermi dentro il mio salotto. In quello grande continuano a succedersi facce sordide, grottesche, che seguitano a ripetere frasi oscene davanti a maggiordomi in livrea. Il ritmo è ossessivo, continuo, come in un mantra, e il volume è altissimo.
Tu sei in poltrona, catatonico, e le guardi senza neanche più indignarti.
Solo che poi, mentre stai per cadere ipnotizzato davanti a tutte queste oscenità, succede una cosa strana. In un secondo, senza che neanche tu te ne accorga, i muscoli del tuo collo si flettono, e la tua testa si gira dolcemente verso lo schermo più piccolo, quello laggiù in fondo con i sorrisi e le bandierine.
Non capisci bene cosa sta succedendo, né perché ti sei girato. Senti soltanto dentro la pancia una sensazione strana, di sollievo e di speranza. E guardi chi ti sta accanto e hai voglia di abbracciarlo. Mentre dello schermo grande, almeno per un secondo, resta soltanto un'eco lontana e uno sgradevole odore di muffa.

giovedì 23 ottobre 2008

I due film

Gli eventi di queste ultime settimane ti danno una sensazione strana. Sembra di stare seduto in poltrona, con due schermi davanti. Entrambi gli schermi trasmettono a volume altissimo, bombardandoti costantemente di informazioni e opinioni. Ci sono due film diversi che stanno passando, e fatichi a capire la trama di ciascuno e gli intrecci tra i due.

Sul primo schermo, quello piccolo sulla destra, passano continuamente numeri e voci strillate:"- 4,75%", "+1%, "wall street trascina in basso l'europa" e altri annunci simili che parlano di recessione, crisi globale, nazionalizzazioni. il film non sembra fatto molto bene- tutto quello che riesci a capire è che c'è molta gente spaventata- ma la tua comprensione si ferma lì. che le immagini, per la verità, ti lasciano addosso un vago senso di inquietudine, ma per la tua ecologia mentale provi a pensare che non ti riguarda. tutto sommato è solo un film.

Solo che anche sull'altro schermo, quello grosso e con il volume altissimo, passano fotogrammi strani. Si vedono dei signori vestiti di blu, con i caschetti e dei giocattoli a punta, che presidiano le strade. E si vede un buffo signore che promette continuamente ordine e rigore. E dice che va tutto bene e di non preoccuparsi, e raccoglie sempre più consensi. E dopo di lui non si vede più niente.

Ora io non lo so se i due film sono collegati. Ma diceva uno, sullo schermo piccolo, che dall'inferno di numeri e cifre negativi, dalla "recessione globale" come la chiamava lui, i paesi potranno uscire solo con grandi programmi di intervento pubblico (che vuol dire?) oppure con risposte autoritarie. Cosa volesse dire il film sullo schermo grande, invece, non sono ancora riuscito a capirlo.

venerdì 23 maggio 2008

un film tamugno


"tamugno" è una espressione tipica della parlata locale bolognese. una cosa "tamugna" è una cosa tosta, robusta, magari buona ma non sempre facile da digerire: un piatto di tagliatelle straboccante di ragù e formaggio è senz'altro "tamugno", ma "tamugni" possono essere anche una persona- per esempio quel ragazzotto ben piantato col quale hai rischiato di litigare al semaforo- un viaggio, un libro.

quello che invece, almeno nella mia esperienza recente, è capitato più di rado è di incontrare dei film tamugni, soprattutto tra le produzioni italiane. forse sarà perché vado meno al cinema, o perché mi sono assuefatto anch'io alle storielle narcotizzanti/normalizzanti dei vari ozpetek e virzì, ed alle ambientazioni "bmw+monteverdevecchio" di moretti, ma film tamugni non ne avevo visto più.

invece gomorra, che con eloisa abbiamo visto un paio di sere fa, è tamugno un bel pò.
non che sia imprevedibile: entri dentro il cinema aspettandoti violenza e squallore, e non trovi nulla più di violenza e squallore. ma il modo in cui garrone e saviano ti rendono la storia è veramente intenso e stordente. la camera ti prende per mano e ti porta passo passo fin dentro i dettagli di un universo parallelo, che è lontano meno di cento passi, ma che da solo proprio non riusciresti a figurarti .
allora, senza alcun tipo di fronzoli o compiacimenti ti fanno vedere il cemento vivo delle case, la musica a palla sulle MiniCooper, l'esibizione continua di violenza. ti fanno vedere i soldi che girano e le pallottole che espolodono. Ma soprattutto ti mostrano, con le immagini, i sottili meccanismi psicologici che stanno dietro a tutte queste cose: i meccanismi con cui i bambini imparano a "giocare a fare i boss", i meccanismi che portano un riciclatore di scorie a sentirsi un eroe dell'imprenditoria locale, i meccanismi che consentono ai boss di perpetrare il proprio dominio sul territorio.

tu guardi e davanti alla tua faccia si apre un mondo. completamente diverso e brutalmente vicino a quello dove vivi. e guardarlo ti piace e ti dà fastidio insieme. e impari delle cose e il tempo ti passa.
poi, alla fine della proiezione, esci fuori dal cinema e ti guardi con la tua compagna, e stai in silenzio perché non hai voglia di fare commenti. ed è lì che capisci che hai appena visto un film tamugno.