martedì 21 ottobre 2008
Update: miracolo a torino
dove sta l'update? sta nel fatto che, dopo che avevo scritto all'assessore del mio comune per segnalargli il progetto, lui mi ha risposto assicurando che lo avrebbe studiato per valutarne l'eventuale replicabilità.
dove sta l'invito? sta proprio qui: scrivete anche voi agli assessori dei vostri comuni, e facciamo muovere questo sassolino!
mercoledì 6 agosto 2008
prossima volta faremo meglio
Secondo il sottosegretario al welfare Maurizio Sacconi, la norma sui precari appena inserita all'interno della manovra economica "non costituisce un vulnus così grave"."Per evitare problemi", ha aggiunto l'esponente di FI, " la prossima volta procederemo direttamente con asce bipenne e obici da 15".
giovedì 24 luglio 2008
mercoledì 16 luglio 2008
lunedì 7 luglio 2008
Cos'è il cognitariato
A dispetto di quanto si potrebbe pensare, in mezzo al deserto si incontrano tante forme di vita interessanti. E alle volte c'è pure qualcosa da imparare.Io, per esempio, avevo molto sentito parlare di cognitariato- per esempio dal signore nella foto qui a fianco.
Ne avevo sentito parlare come della principale piaga contemporanea. La trasposizione nel mondo "post- industriale" delle forme di sfruttamento più proprie della catena di montaggio. Il modo con cui si esprimeva al massimo l'alienazione dei lavoratori della conoscenza.
E devo ammettere che, al di là della fascinosità della metafora, trovavo la categoria di "cognitariato" una bella pugnetta per ex- sessantottini in cerca di un titolo di giornale.
La trovavo tale.
Poi, in mezzo al deserto, ho scoperto che veramente può succedere di lavorare in vere catene di montaggio digitali. Copiando/ incollando immagini sempre uguali in template predefiniti. O creando domande/ risposte false all'interno di ambienti "web 2.0" di "How to". O dando risposte precompilate a domande sempre uguali.
Ce n'era pieno già, di questi posti. Ma da fuori del deserto non li vedevo.
Per cui, anche se sembra assurdo, sono contento di essere venuto fin qua, dentro il deserto, a scoprire come funziona il cognitariato vero!
giovedì 12 giugno 2008
ci credo. anzi forse no.
io ci credo, che dovremmo essere più competitivi.ci credo che dovremmo ridurre la boscaglia di leggi, regolamenti e norme che avvolge il nostro lavorare quotidiano; che dovremmo semplificare i sistemi di controllo ed incentivo al lavoro, abolendo molte strutture inutili e dotando di poteri effettivi pochi soggetti qualificati. ci credo che dovremmo misurarci (molto) di più con il mercato, e non ripararci dietro favori, dazi e protezioni di ogni sorta.
insomma, credo veramente al fatto che il mercato possa fungere da "disincrostante" per il mio paese e per il suo mercato del lavoro.
detto questo, quando leggo dei 1260 morti sul lavoro che l'italia ha "registrato" nel 2007, leggo dei turni a 12 ore, leggo dei lavoratori in nero seppelliti di nascosto, dei contratti a termine che non battono ciglio per paura di essere cacciati...
beh allora al libero dispiegarsi del mercato non ci credo più neanche un pò.....
lunedì 19 maggio 2008
dalla melassa informativa globale (II puntata)
gliene siamo molto grati, e se ci resta tempo proveremo anche a scoprire chi è lavinia longhi.
nel frattempo, però, abbiamo scoperto che oggi nel nostro paese è successo anche questo.
e ora, chi lo dice a lavinia?
venerdì 16 maggio 2008
problemi in ufficio?
lunedì 17 marzo 2008
le parole sono importanti

atipico, flessibile, cocopro.
ma anche precario, anovanta, parasubordinato.
cosa vogliono dire tutte queste simpatiche parolette?
nella sua uscita di oggi, lavoce.info regala alcuni utili strumenti per dare un nome (e una misura quantitativa) alle cose che ci succedono.
utileutileutile
mercoledì 23 gennaio 2008
Un'altra faccia della precarietà: testimonianze dal fronte
Da quasi due settimane a questa parte sono passata dal contratto di collaborazione al contratto a termine. Ora, ergo, meno precaria. Qualcuno penserà che sono una privilegiata non vi nascondo che l’ho pensato anche io….ma poi ho subito cambiato idea quando:
- Mi hanno comunicato il 22 Dicembre che sarei dovuta stare a casa due settimane non retribuita perché esiste una regola (ma solo nella loro testa bacata) che prevede uno stacco dal passaggio a co.co.Pro (fasullo) a un contratto a termine. Un barbatrucco utilizzato dal sistema per evitare la continuità. Passati 14 giorni inizi da capo con una nuova identità. Scampato pericolo e vi assicuro non è una commedia pirandelliana.
- Mi avrebbero diminuito anche se di poco la paga. Lamentele da parte mia e indignazione da parte loro. Morale della favola: sono un’ingrata visto che lor signori mi hanno messo in regola.
- 60 gg di prova come se dopo 7 mesi con loro non mi conoscessero.
- Nonostante il contratto collettivo lo preveda non posso accedere ad alcuni “benefit” perché è troppo presto e bisogna aspettare che il rapporto sia consolidato. Ma che minchia vuol dire consolidato? Ma questa non è mica una coppia di fatto!
- Devo prendere ferie per andare a fare una visita medica perchè i permessi retribuiti si possono richiedere (con il relativo modulo) solo se trattasi di una struttura pubblica e solo se convenzionata Emec (uno dei benefit ovvero una delle mafie legalizzate a me escluse). Quindi visto che la visita è urgente non posso andare presso le strutture pubbliche perché aspetterei troppo, non posso andare nelle strutture convenzionate perché mi è stata preclusa la scelta e allora non scelgo ma vado dal privato e prendo ferie!!!
Oggi 23 gennaio sono sempre più contraente debole e basita dall’atteggiamento dei sindacati. Sì i sindacati! Quelli che dopo avere sentito queste stesse cose mi hanno incitato ad esercitare i miei diritti. Ma quale diritti? Il diritto di mandarli tutti a quel paese e starmene a casa per cinque mesi così come ho fatto la volta precedente?
E allora sono una lavoratrice a termine e pensate che culo che ho avuto ci sono diventata proprio quando in Cina è stata varata una legge molto più favorevole della nostra. E allora le opzioni sono due: o mi trasferisco in Cina oppure mi rassegnerò a diventare una vecchia cinese del futuro…
mercoledì 9 gennaio 2008
che cos'è la precarietà?
precarietà è non fissare appuntamenti di lavoro oltre il mese perché non sai se avrai il rinnovo.
precarietà è non avere il tuo nome sulla lista dei contatti dell'organizzazione dove sgobbi.
precarietà è avere la parola del tuo presidente sul contratto annuale per il 2008, e vederla buttata nel cestino (la parola) quindici giorni dopo.
proprio come è successo a me ieri.
...
lunedì 19 novembre 2007
voglia di welfare
si parla nell'articolo del legame tra cambiamenti economici globbali, difficoltà dei diversi governi europei ad interpretarli in sede di politiche di bilancio, e problematiche delle generazioni giovani.
e proprio nell'individuazione dei legami tra cambiamenti globbali e difficoltà locali mi sembra risieda il maggiore interesse del pezzo.
Ecco i passaggi che mi hanno più colpito:
Nei due principali Paesi della zona euro i governi si rivelano impotenti a conciliare la sostenibilità finanziaria pubblica con soluzioni sociali accettate da una maggioranza ragionevolmente larga. [...] I nuovi modi di produzione e la competizione dei prodotti dei Paesi poveri non solo sfavoriscono il lavoro sul piano delle remunerazioni ma ne peggiorano sensibilmente le caratteristiche di stabilità; [...] Giovani e anziani si scoprono così privi di garanzie sociali sulle quali potevano contare in un passato ancora molto vicino, senza reti di sicurezza, o con reti meno robuste del passato, sempre più spesso con una vita appesa al nulla.
Deaglio, dopo aver così argomentato, arriva alla seguente conclusione:
Si perviene così a una conclusione decisamente scoraggiante: le attuali politiche di bilancio non portano da nessuna parte, non riescono a modificare a sufficienza la rotta di collisione delle navicelle finanziarie dei singoli Paesi verso gli scogli dell'insostenibilità sociale. La discontinuità con il passato, di cui la sinistra correttamente parla, senza peraltro averla sinora esplicitata in nuovi programmi, deve consistere precisamente in questa correzione di rotta.
Essa comporta la costruzione di garanzie sociali nuove, rivolte a tutti i cittadini, anziché il tentativo, a lungo termine votato al fallimento, di mantenere in vita le garanzie esistenti; su questa via, l'esperienza dei Paesi scandinavi, con la garanzia del lavoro e il parallelo obbligo per i lavoratori di accettare, a determinate condizioni, il lavoro proposto, costituisce un esempio da guardare con attenzione.
forse si tratta solo, da parte dell'autore, di uno scimmiottamento delle politiche di blair sul "welfare" attivo (accettare a forza il lavoro proposto etc). tuttavia, anche di fronte alle mille (spesso ingiuste, secondo me) critiche che piovono sugli sforzi del povero Romanone mio in Italia, mi sembrano cmq parole che val la pena leggere.


