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lunedì 15 settembre 2008

Beato il popolo che non ha bisogno di eroi


C’è stato un tempo in cui nel nascente Partito Democratico ci si interrogava su chi meritasse un posto nel Pantheon dei padri fondatori. Berlinguer, sì, Marx, hmm, Craxi, ma sì (in fondo un posticino se lo merita pure lui). Ieri Veltroni ha aggiunto un piccolo tassello al turbinare di idee (?) che ispirano il prossimo (??) partito di governo: una citazione di Chris McCandless, il protagonista veramente esistito di Into the Wild di Sean Penn. Vale la pena di ricordare che il giovane Chris, per inseguire i suoi ideali, si lascia morire di fame all’interno di un furgoncino. Dopo aver accusato il Piddì di essere afflitto dalla sindrome di Tafazzi, oggi Veltroni mette sul tavolo l'ipotesi di una possibile lenta agonia, giustificata da un forte idealismo. Beato il popolo che non ha bisogno di eroi.

giovedì 22 maggio 2008

chi li ha visti?

delle due l'una: o hanno preso il concetto di "ombra" in senso letterale, oppure dentro il loft del piddì sono tutti morti....

mercoledì 20 febbraio 2008

al mare o in pulmann?

sui giornali impazzano i sondaggi elettorali.
per le strade girano i pulmann verdi.
in tv non si parla che di candidati.

ma in tutto questo, voi ci andrete a votare?

noi a casa non sappiamo ancora bene.
in famiglia siamo divisi a metà: uno vorrebbe financo fare volontariato per la campagna (l'illuso!) l'altro il 13 aprile vuole andare al mare...

lunedì 18 febbraio 2008

arridatece la casa del popolo...

...potrebbe gridare (più di) qualcuno, nostalgico delle vecchie discussioni all'arma bianca, battagliate tra una tombola ed un bicchiere di vino...
...e molti altri potrebbero ben preferire i meetup cresciuti intorno a grillo, dei quali dà ben conto massimo mantellini su Punto Informatico di oggi....

detto tutto questo, la costituzione del primo circolo online del Partito Democratico (notizia recuperata via giuseppe granieri) merita senz'altro una qualche attenzione....staremo a vedere se sarà un tentativo di usare la rete per fare aggregazione in modo diverso oppure (sigh) soltanto l'ennesima trovata pubblicitaria....



giovedì 17 gennaio 2008

Varcare la soglia de La Sapienza

Dopo essersi preso una bella bacchettata dal Pontefice sul degrado delle periferie romane, Walterone continua ad annaspare sulle delicate questioni che potrebbero minare il rapporto tra Pd e Vaticano. Quale migliore opportunità di un bell'intervento in difesa del Papa minacciato dai fisici laicisti? Ecco le parole del segretario: "Mai può accadere, per nessun motivo, che l'intolleranza tolga la parola a qualcuno. Men che meno se si tratta di discorsi sui diritti universali e se si tratta di Papa Benedetto XVI, un punto di riferimento culturale, spirituale e morale per milioni di persone. Ciò che è successo, per un democratico, è inaccettabile". Si è dimenticato di dire che per un democratico dovrebbe essere inaccettabile anche che il Papa venga invitato a tenere una lectio magistralis all'apertura dell'anno accademico di un'istituzione pubblica che per definizione è laica. Soprattutto perchè il nostro amato pastore tedesco sarebbe andato a dire che l'unico obiettivo accettabile di uno scienziato è la ricerca della Verità di Dio. Più in generale il Vaticano sta sferrando un attacco ideologico fortissimo che si basa sul presupposto che i non cattolici sono figli di un Dio minore in quanto privi di fede. La stessa democrazia, manifestazione del delirio relativista, sarebbe indebolita dalla mancanza dei valori cristiani. Ecco perchè la religione dovrebbe tornare a essere un fatto pubblico e non una questione privata. Una chiara intenzione politica, quindi. Ma qualcuno mi vuole spiegare per quale motivo alla Chiesa che vuole parlare di politica bisogna garantire la protezione dai legittimi fischi di chi non condivide le sue posizioni? Cosa c'entra la libertà di parola con tutto questo?

domenica 14 ottobre 2007

Una mattinata con il PD

per cristina ormai a johannesburg e per gli altri, ecco un breve report della nostra mattinata al servizio del PD. Io ed Eloisa siamo appena tornati dalla nostra esperienza di eroici scrutatori presso il seggio di San Donato. materialmente, ci occupavamo di registrare le generalità di coloro che volevano votare, prima di inviarli alle schede vere e proprie.
E’ stata una mattinata con luci ed ombre, dentro gli stanzoni (freddissimi, in verità) di una scuola materna di una delle zone più popolari e popolose di bologna.
Dalle otto di questa mattina alle 14 quattordici di oggi pomeriggio abbiamo registrato circa cinquecento voti. Cinquecento voti che sono relativamente tanti in numero assoluto, ma abbastanza pochi per un quartiere “storico” di una città “storica”, com’è appunto San Donato, Bologna. Tradotto in code, vuol dire che stamattina abbiamo avuto code di votanti più o meno lunghe nella parte centrale della mattinata- quando le mani facevano quasi male per il non fermarsi- e una calma relativa nel resto del tempo.
La composizione anagrafica del corpo votante? Beh, diciamo che ultrasessantenni ne abbiamo visti un bel po’, e ragazzi ne abbiamo visti pochini …fate conto che ogni volta che arrivava un under trenta- sarà accaduto forse una decina di volte- eloisa io e l’altro scrutatore ci guardavamo e sorridevamo compiaciuti, come quando scartando le figurine ti capita il calciatore introvabile.
La ragazza più giovane? Una sedicenne che aveva compiuto gli anni in agosto.
La ragazza meno giovane? Una signora del 1910, che si è presentata accompagnata dalla figlia e da un sorriso raggiante (“ha continuato a dirmi che ci teneva troppo a venire”, mi ha spiegato la figlia).
Il momento più brutto? Quando una votante, guardandosi intorno, ci ha chiesto: “ma ragazzi della vostra età, quanti ne avete visto?”
Ed il momento più bello? È stato quando uno dei tanti anziani intervenuti, anche lui entusiasta e sorridente, mi ha detto: “mi sento come quando sono andato a votare per la Repubblica nel Quarantasei: allora uscivamo dalle macerie della guerra, ora usciamo dalle macerie…” e si è fermato lì. per poi aggiungere: “mi raccomando a voi!”.
mi raccomando a voi!
mi raccomando a voi!

venerdì 12 ottobre 2007

il PD e le figurine

stamattima mi arriva un sms e romeo che chiede: "ma le primarie sul blog sono un tabù"?

ora, io confesso che le primarie le avrei tenute volentieri silenziate (se non tabù) dentro casa nostra. non solo perché non si parla di politica a tavola, non solo perché non sono ancora riuscito a farmi un'idea più precisa, ma soprattutto perché sono appena uscite le figurine del manifesto e io preferivo continuare ad attaccare in santa pace (azz...uolter ha già vinto...).

e allora, le primarie.
i dati sono semplici da tracciare: si vota domenica 14 dalle 9 fino a sera (orario imprecisato). si vota per quattro "cose": la scelta del segretario del partito prossimo venturo, la scelta dei membri dell'assemblea costituente nazionale, la scelta dei segretari regionali e dei membri degli organi locali. si vota dietro presentazione del certificato elettorale e di un'offerta, presso uno dei seggi predisposti all'uopo in sedi di partito, scuole, case del popolo (anche se manca ad oggi una lista completa dei seggi). i candidati per la segreteria nazionale sono cinque (i tre big più adinolfi e gawronski) e i candidati per le segreterie regionali sono un mucchio.
la composizione delle liste è stata scelta in modo blindato dai partiti e ai cittadini, al di là della scelta della lista, non sarà consentito esprimere preferenza per l'uno piuttosto che per l'altro nome all'interno della lista.

dopo i dati, le domande.
1. c'è altro, oltre la cortina di interviste, dichiarazioni TV, presentazioni di libri e invettive? la prima cosa che si vede, oltre la cortina di fumo mediatico, sono liste bloccate, fatte di notabili e costruite dall'alto per conservare l'ordine politico costituito. pertanto io ho un pò paura a guardare oltre per vedere se "ci sia altro". allo stesso tempo, tuttavia, vorrei restare fedele (aggrappato?) alla lezione di quel vecchio signore- del quale forse oggi non mi sovviene il nome- che parlava di pessimismo della ragione, ottimismo.....
2. sarà vera politica? per il mio vissuto personale sarà vera politica, almeno per la parte in cui domenica mi alzerò più presto per fare il volontario- scrutatore al seggio bologna4 di via gandusio. più complicato il discorso sulla valenza politica del mio apporre una croce su una lista : sicuramente è esercizio di democrazia fare la coda e mettere una croce, solo che oltre (dentro) la mia croce ci dovrebbero essere anche programmi, processi democratici di selezione dei candidati, visioni del mondo. e ci dovrebbe essere, soprattutto, una proposta di partecipazione per il votante che non si esaurisca nel rito della croce.
3. per chi voto? io per chi voto lo so, ma col cazzo che ve lo dico. e comunque la cinta senese è più buona delle figurine (almeno quelle di pizzaballa).
buona domenica e buon voto.

giovedì 27 settembre 2007

ce l'avete e nominescion armeno?

riprendo dal blog di mantellini e volentieri linko.
vale da solo il prezzo del biglietto.