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lunedì 7 luglio 2008

Cos'è il cognitariato

A dispetto di quanto si potrebbe pensare, in mezzo al deserto si incontrano tante forme di vita interessanti. E alle volte c'è pure qualcosa da imparare.

Io, per esempio, avevo molto sentito parlare di cognitariato- per esempio dal signore nella foto qui a fianco.
Ne avevo sentito parlare come della principale piaga contemporanea. La trasposizione nel mondo "post- industriale" delle forme di sfruttamento più proprie della catena di montaggio. Il modo con cui si esprimeva al massimo l'alienazione dei lavoratori della conoscenza.
E devo ammettere che, al di là della fascinosità della metafora, trovavo la categoria di "cognitariato" una bella pugnetta per ex- sessantottini in cerca di un titolo di giornale.

La trovavo tale.
Poi, in mezzo al deserto, ho scoperto che veramente può succedere di lavorare in vere catene di montaggio digitali. Copiando/ incollando immagini sempre uguali in template predefiniti. O creando domande/ risposte false all'interno di ambienti "web 2.0" di "How to". O dando risposte precompilate a domande sempre uguali.

Ce n'era pieno già, di questi posti. Ma da fuori del deserto non li vedevo.
Per cui, anche se sembra assurdo, sono contento di essere venuto fin qua, dentro il deserto, a scoprire come funziona il cognitariato vero!

martedì 3 giugno 2008

appunti (confusi) dal deserto

alle volte penso che sono io sbagliato.
altre volte, come stamattina mentre cercavo le immagini per questo post, penso che è il mercato del lavoro di oggi che è così, e che non val la pena di urlare troppo contro il cielo.
cambiare lavoro, cambiare organizzazione o settore, provare a reinventare in itinere la propria identità professionale è qualcosa che molti si trovano a fare più volte nella vita, e non c'è niente di sbagliato.

si, insomma, l'ho fatta lunga per dire che (una volta ancora) mi trovo "in bicicletta in mezzo al deserto". o, più prosaicamente, che venerdì scorso mi sono licenziato dal mio lavoro alla fondazione dell'università. ho lasciato la mia scrivania, i miei orari di lavoro e la certezza di un'entrata sicura al di là del prossimo mese, per provare a costruire un'identità professionale mia.

perché questo nuovo azzardo? in parte perché ci troviamo in un mercato del lavoro di merda, e l'impiego che avevo non costruiva un presente presente né (tantomeno) un futuro. in parte perché io stesso non ho un'idea chiara sulla mia identità professionale, e procedo per "prove ed errori" nel tentativo di definirmi meglio. in parte, forse, perché questo continuo girovagare tra le dune- tutto sudato e con la bussola spiegazzata in mano- un pò mi piace.

mentre scrivo, vedo soltanto le pareti della mia tenda e un pezzo di paesaggio fuori. e mi sento un pò più nomade, un pò più spaventato, un pò più contento.
dei prossimi mesi so solo che potrò continuare a mangiare- scrivendo di quel che capita e nutrendo "comunità virtuali"- e che accanto a me ci sarà sempre la mia compagna, anche lei un pò sudata con la sua bici ed il suo caschetto.
so che avrò tanto da pedalare, in mezzo alle dune, e che mi converrà sfruttare ogni radura per star fermo e studiare la mappa.

altre cose, per vero, non ne so, per cui è inutile che continuo a scrivere.
prometto soltanto di mandare ogni tanto una cartolina a tutti i pedalatori di casa genovesi, e di coprirmi bene la notte.
e ora scusate ma torno a pedalare. ci vediamo alla prossima oasi.
gio'


PS: scusate per il messaggio poco leggero e poco bloggico. ma mi andava condividere i miei deliri con tutti gli altri pedalatori che ci sono qui dentro....

lunedì 31 marzo 2008

assenteismo desertico



cari tutti,
in questo periodo il vostro redattore-anziano di casa genovesi (che sarei io: la denominazione inquadra reumatismi e stato fisico) non è molto presente.
questo non succede perché sono troppo avvinto dalle gite in pulmann di uolter, né perché ho magnato troppa mozzarella di bufala campana.

dipende, invece, dal fatto che il deserto che tanto avevo ricercato prospetta dune e oasi nuove.
spero di non perdermici e di raccontarvene quanto prima.
intanto, biona settimana!
gio'

mercoledì 10 ottobre 2007

cosa voglio fare oggi?

voi cosa fareste se aveste la vostra giornata (o le vostre giornate) tutte per voi?
voglio dire, se non aveste le scadenze e gli obblighi del lavoro a strutturare il tempo e le priorità, e la vostra identità professionale a puntellare la vostra identità esistenziale?
a me, così a prima vista, mi sembra un pò come guidare la bicicletta nel deserto: puoi andare in tutte le direzioni che vuoi, ma almeno a prima vista ti mancano punti di riferimento e affordances per il movimento. infinitamente autonomo ed infinitamente spaventato.

mi sento un pò così, in questi giorni. oggi, infatti, parlerò con il mio capo e gli dirò che mi licenzio. e poi si aprirà- dal momento che non ho nuovi obblighi lavorativi immediati- un periodo temporalmente indefinito di autonomia e paura professionali.

cosa fareste voi, del vostro tempo liberato?
io ho piccoli desideri grandi: vorrei vedere i paesini intorno a bologna in bicicletta, riprendere in mano delle letture mie, immaginare e costruire il lavoro nel quale riuscire a vedermi di qui a dieci anni. e poi vorrei passeggiare sull'appennino e cominciare con le percussioni africane. e guardare la mia compagna e guardare me.
poi ho anche tante paure, of course, ma quella è un'altra storia.

ma visto che delle tante paure non mi voglio curare, preferisco soffermarmi sui desideri. sono le piccole oasi per il deserto prossimo venturo. voi dove vi fermereste?