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giovedì 26 giugno 2008

chiuso per spagna

ciao tutti,
io ed eloisa stiamo con le valigie in mano, in partenza per l'agnognata/ invidiata/ idealizzata spagna (eloisa dice che non è d'accordo con l'espressione).
in ogni modo, la cosa importante è che per tre giorni gli aggiornamenti saranno saltuari e saltabeccanti.

bacioni giallorossi a tutti.
y arriba espana!
=)
gio'

lunedì 19 maggio 2008

ancora un aiutino....


La Ministra spagnola delle Pari Opportunità si dice pronta a pagare uno strizzacervelli per il nostro Presidente del Consiglio.
Signora Bibiana Aido, lei è un grande. Ho solo una domanda: non potrebbe fare qualcosa anche per i venti milioni di italiani che continuano a votarlo?

mercoledì 11 luglio 2007

Italia e Spagna, basta che se magna

Hola maricon! Così mi ha accolto il buon Josè di fonte al pretenzioso Hotel Regency a due passi da Via Veneto. Qualche secondo di imbarazzo per valutare quanti capelli in meno (io) e quanti chili in più (lui): “Sei sempre uguale”, “Anche tu”, e lo stempiato e l’imbolsito si abbracciano. Ah, cosa non fanno le magiche frasi di circostanza!
Lui parla un italiano efficace. Io hablo espanol aggiungendo la esse alla fine. Mi preoccupo un po’ per lei: le serate all’insegna dei ricordi universitari in una lingua che non conosci non sono proprio fantastiche. Ma noi italiani siamo brava gente, con gli spagnoli siamo una faccia una razza, basta che se magna. E infatti in men che non si dica ci troviamo di fronte a una pizza a parlare di Zapatero, delle crociate teocon in Italia, delle otto ore da Bologna a Foggia, del catenaccio che ci ha fatto vincere i mondiali. Josè si presta al ruolo di pontiere, lei è carina e non mi fa pesare il mio noio volevan savuar. Alla fine qualcosa ci siamo detti. Scopro che lui si è rotto le palle di fare l’archeologo e ha deciso di lavorare alla reception di un albergo. Da qui capisco l’avversione per le ingiustificate quattro stelle del Regency. Facciamo un giro per Roma by night. Bella all’inverosimile, ‘a Capitale cattura tutti, locali e non. E poi er Cuppolone, che se non fosse per i preti…Scherziamo, facciamo le foto di rito. Loro sono meravigliati per la vita notturna sul lungotevere. Ma non erano gli spagnoli ad avere la movida? Mi dispiace per Simone e Luchino che se la sono presa perché non li ho chiamati. In tempi di revisionismo storico sono diventati legatissimi a Josè. Ci tenevano alla rimpatriata. In effetti sulla strada per Barcellona Luca fece il diavolo a quattro perché alle sette di mattina chiamassi casa dei genitori di Josè per proporgli una colazione con nove sconosciuti all’autogrill. Non riesco ancora a spiegarmi perché alla fine non se n’è fatto niente. Ancora po’ di coda, il cubo di Meier che avvolge l’Ara Pacis, tentativi di tradurre grattachecca in spagnolo e all’una la serata finisce. Con l’impegno di rivedersi. Magari a casa loro, tra Madrid e Toledo. Josè dice che il posto si riconosce dalla puzza di maiale. Pardon, puzzas de maiales...