riprendo una cosa che mi ha stupito dal post di skanner
di qualche giorno fa.
Delle venti ragioni che ci rendono
felici, una sola a me pare un pò *innaturale*: l'ultima.
La domanda è semplice: perchè *sposarsi* è una ragione
per essere felici?
Sposarsi non è evento biologico bensì culturale.
Ho la forte sensazione che la felicità sia cosa biologica e
quindi chiedo: si può davvero essere *felici* per un evento
istituzionale?
Forse chi dice che il matrimonio rende felici lo intende in
senso elittico: dice sposarsi (evento istituzionale) per intendere l'ottenimento di
una relazione d'amore e di sostegno reciproco stabile e definitiva (evento biologico),
quando ti sposi dici a te stesso, a colui/colei che sposi e a tutti gli altri,
secondo la formula rituale, che ci ameremo 'finchè morte non ci separi'.
Ma è solo questo? E' solo un modo semplice per dire una cosa più articolata?
Se così è perchè non essere felici per ciò
che ci rende davvero felici ovvero un rapporto di amore stabile?
Perchè dire 'sposarsi' e non, al limite, 'matrimonio riuscito' o meglio, e più
direttamente e naturalmente, 'amore stabile'?
Io capisco che sia l'amore stabile a rendere felici (fine). Non capisco che
renda felici lo sposarsi (mezzo).
A me stupisce è vero, ma è un dato di fatto che è lo *sposarsi* che ci rende
felici. Lo vedo nei miei amici che si sono sposati e che, colmi di
felicità desiderano contagiarti e dicono: dai che aspetti, sposati!
non vuoi essere felice anche tu?
Tuttavia...
Si pensi ad un altro evento istituzionale: laurearsi.
Laurearsi rende felici?
Avete mai pensato a quelle emozioni così cupe e desolanti
legate unicamente al raggiungimento di scopi istituzionali?
Molti di noi hanno lavorato sodo per raggiungere una meta. Anni di
studio al fine di raggiungere un obiettivo.
L'uomo biologico - come gli animali - quando raggiunge un suo fine è soddisfatto.
In alcuni casi, molto difficili da caratterizzare,
è qualcosa di più: è felice. Felicità è qualcosa di intrinsecamente legato
al raggiungimento di propri obiettivi. Quali obbiettivi, è difficile dire.
Tuttavia credo siano obbiettivi naturali, sia individuali che sociali molti
dei quali sono elencati nel post di mauro.
L'uomo culturale ha anche obiettivi istituzionali (laurearsi ad esempio). Avete
notato che spesso quando raggiungiamo questi obiettivi non siamo per nulla
soddisfatti ma, semmai, un pò disorientati? A volte addirittura svuotati?
Ma come è possibile che raggiungere certi nostri scopi sia fattore di disorientamento
invece che di soddisfazione? E' forse perchè sono solo dei mezzi e noi li
perseguiamo come fossero dei fini?
E' forse diverso per lo sposarsi?
Non è che anche lo sposarsi è un mezzo camuffato da fine che raggiunto il quale
magari si è solo disorientati e svuotati?
Non è paradossale che uno desideri qualcosa che crede lo renda felice, raggiunge
quella cosa e felice proprio non è?
Come può accadere tutto ciò?
I mezzi hanno significato rispetto ai fini, li desideriamo fin tanto che desideriamo
i fini ovvero è insensato (non ha nessun significato) prendere il martello
se non si vuole farci qualcosa. Se il martello non fosse mezzo per alcun fine, il
martello non avrebbe alcuna rilevanza, è insignificante.
E se qualcuno dicesse che prendere il martello è una ragione per essere felici?