giovedì 11 ottobre 2007
un sito alla settimana: librinprestito.it
oggi, anche per suffragare in famiglia la bontà della mia scelta, vi giro il link di un intrigante servizio chiamato librinprestito.
l'idea dietro librinprestito è semplice: si tratta di prestare (gratuitamente) libri a chiunque ne faccia richiesta, chiedendo come unica contropartita un commento personale ("pezzi di vita" li chiama la curatrice) a coloro che beneficiano del prestito.
non molto diverso da altre iniziative di bookcrossing, con un uso intelligente della rete a supporto del tutto. in questo quadro, infatti, il sito funge da punto di raccolta delle richieste, da vetrina dei serivizi, da repository dei commenti già raccolti.
dateci un'occhiata!
gio'
PS: per gli amanti del genere, linko anche un blog-a-tema-libri che potrebbe essere di qualche interesse.
lunedì 1 ottobre 2007
Un sito alla settimana_la ricchezza della rete
questa settimana usurpo lo spazio dedicato al "sito della settimana" per parlare di un libro.
il libro- di cui trovate qui l'intera versione scaricabile, e qui uno wiki in inglese- si intitola "la ricchezza della rete", ed è l'opera di un visionario professore di diritto di yale, yochai benkler.
a partire da una descrizione dei modi con cui le reti digitali amplificano le possibilità di espressione ed organizzazione individuali, benkler mostra come stiano sorgendo "ai margini" degli spazi organizzati tradizionali (aziende e organizzazioni pubbliche) delle "isole" sempre più ampie di collaborazione e auto- organizzazione internet- based.
l'importanza di queste isole, di cui sono esempi i progetti open source, gli wikis o i semplici blog, risiede nel fatto che, sempre a detta di benkler, esse stanno invadendo in modo crescente spazi di azione prima gestiti da aziende e PA, ed obbligando ad una rapida ridiscussione dei modelli di business originali.
il valore del progetto di benkler, qui rapidamente sketchato nelle sue parole chiave, risiede nel fatto che ricompone in un quadro complessivo e convincente tanti frammenti che tutti conosciamo (chi non ha sentito parlare di napster?) e consente di dare senso alle tante "strane" notizie che il mondo della rete quotidianamente propone.
io sto leggendo il libro e mi sto gasando tantissimo.
se qualcun altro è così svitato da mettersi a leggerlo, mettesse pure il dito qui sotto.
ciao,
gio'
PS: trovate qui un'intervista a benkler
venerdì 31 agosto 2007
un sito alla settimana_linkedin.com
L’accesso alla versione base del servizio è gratuito, e vincolato solo all’invito da parte di qualcuno che sia già linkato (tipo gmail, per capirci). L’utente al primo accesso crea un proprio profilo (tipo cv) e comincia a costruire il proprio network di contatti. Questo può essere fatto con una ricerca per nome dentro il db, oppure sottoponendo al sistema il proprio indirizzario email, per ottenerne in cambio i nomi tutti i contatti email già iscritti a linkedin. Oltre a tutto questo, il sistema “scava” automaticamente dentro il curriculum appena inserito (in particolare nelle scuole frequentate e nelle organizzazioni per cui si è lavorato) e riporta all’utente i nomi di tutti i potenziali ex- colleghi, clienti od ex- compagni di classe. Alla fine del processo, l’utente vede una mappa dei propri contatti, dei contatti dei propri contatti (2 livelli di separazione) e dei contatti dei contatti dei contatti (3 livelli di). Di tutte queste persone può vedere il curriculum, il lavoro presente e passato, le possibili affinità con sé. Agli accessi successivi, d’altra parte, il sistema gli mostrerà anche altre informazioni utili alla ricerca di impiego come: annunci di lavoro postati dai membri della rete allargata, nominativi di altre persone che potrebbero essere conosciute, nuovi contatti inseriti dai soggetti della sua rete.
Come per qualsiasi altra droga, linkedin funziona per assuefazione progressiva. All’inizio lo vedi per quello che e’: un passatempo ozioso per cazzeggiatori da cubicolo. Ci passi nei ritagli di tempo e poi te lo dimentichi per settimane. Ma poi succede che un amico che non sentivi da anni ti invita a far parte della sua rete, o magari cominci a veder crescere il numero dei contatti. Oppure il sistema ti “stuzzica” confessandoti che “in the last 3 months 13 people have viewed your profile”. E tu, drogato, sei preso dalla brama di scoprire chi cazzo e’ che ti e’ andato a cercare in rete. E a quel punto la frittata e’ fatta.
Linkedin non è ovviamente l’unico sito di questo tipo: altre piattaforme, tipo ryze.com, www.doostang.com, in parte lo stesso http://www.facebook.com, offrono funzionalità simili. Ma i numeri del sito in esame sono superiori e impressionanti: linkedin, popolare in particolare tra i lavoratori del comparto internet, ha qualcosa come 13 milioni di utenti registrati. E, con la vendita di servizi aggiuntivi non presenti nella versione base, i creatori del sito fanno soldoni grossi.
Ma qual è l’interesse di tutto questo? Per me sono almeno due cose. La prima è che- ma ormai sto dicendo una banalità- 1984 è vivo e balla insieme a noi. Ed i dati sensibili su ciascuno di noi sono a distanza di un click. La seconda, più intrigante per me, è che mentre noi ci ostiniamo a discutere di toilette per transessuali e cugine di garlasco, qualcun altro continua a costruire nello spazio digitale, tirando su edifici dove anche il “faccio cose, vedo gente” viene messo in valore.
lunedì 30 luglio 2007
Un sito alla settimana/ atipici e atipiche in rete
un paio di giorni fa cercavo info rispetto al finanziamento governativo di 200euri per i cocopro.
googlo "contributi acquisto pc collaboratori" e mi salta fuori questo sito: http://www.atipici.net.
sembra niente male, e in più riprende le fila del post di luchino sulla laureata atipica.
niente male: posso anche mandare in cantina il pezzo sul blog di clemente mastella (sigh).
ed eccoci qua.
atipici.net, messo su nel 2000 dalla regione emilia- romagna, nasce per fornire a donne e uomini atipici info e "cibo per la mente". le info riguardano bandi, linee di finanziamento, istruzioni su come ottenere credito od aprire un'attività, "traduzioni in italiano" delle leggi di stato sul precariato. il cibo per la mente riguarda i rapporti di analisi, i libri (sezione gustosissima) e i rimandi ad altri spazi digitali che trattano di precariato.
alcune delle info offerte sono specifiche per la realtà emiliana, ma la maggior parte hanno respiro nazionale. c'è anche, tra le altre cose, un intelligente questionario di valutazione/ auto- valutazione, che uno può compilare per poi richiedere (o per capire che non può richiedere) un prestito ad un istituto di credito.
a me il sito piace molto. pragmatismo emiliano applicato a cristicchi. pessimismo della ragione e ottimismo...e poi mi sembra che gli autori del sito"stiano sul pezzo" dal punto di vista informativo: ci sono i riferimenti "freschi" alle principali iniziative assunte di recente in materia di precariato, e si trovano risposte puntuali alle domande (io per esempio ho appreso che i 200euri non li becco, azz ).
insomma bello.
voi che ne dite?
gio'
venerdì 20 luglio 2007
Il sito della settimana/ www.archive.org
Ma la storia che vorrei raccontare oggi- che è il 20 luglio ed è un giorno in cui è importante oliare la memoria- è la storia di un progetto internet che va esattamente nella direzione opposta, provando ad usare lo spazio di rete proprio per oliare ed alimentare la memoria.
Il progetto si chiama Internet Archive (IA), e non è altro che un insieme di archivi dentro cui si trovano le copie di una massa (enorme e sempre crescente) di libri, film, musica, ma anche di siti web scomparsi, di vecchi software, di materiali digitali di vario tipo e genere. Dentro l’IA, nato nell’ormai lontano 1996 a San Francisco, si possono trovare reperti digitali per ogni età e gusto: si va dalle collezioni di puntate di vecchie trasmissioni radio- ad esempio Orson Welles che annuncia l’invasione aliena agli americani terrorizzati- a versioni vintage dei siti che ancora oggi vediamo online, fino a widget ed altri strumenti di “ultimo grido” dell’internet contemporaneo. Il volume di materiale accumulato è impressionante: per dare un’idea degli ordini di grandezza considerate che secondo una stima wikipedia, nel 2006 la sezione di IA dedicata ai “siti scomparsi” (Wayback machine) occupava qualcosa come 2 petabyte (pari a 2 milioni di miliardi di byte) di spazio su disco.
L’obiettivo del progetto, molto ambizioso, è quello di fornire accesso permanente alle collezioni esistenti in formato elettronico a tutti i ricercatori, storici e cittadini del presente e del futuro. In altre parole, e con i termini degli stessi fondatori, si tratta di creare una grande biblioteca digitale dove “far passare i materiali internet dallo stato di contenuti effimeri a quello di artefatti duraturi” per i cittadini di oggi e quelli di domani.
Il desiderio di preservare e sistematizzare i materiali per uso futuro è anche quello che differenzia IA da un youtube qualsiasi. Infatti, attraverso il lavoro di selezione, indicizzazione, inserimento dati relativo ai materiali delle varie sotto- sezioni, ed attraverso le periodiche migrazioni, backup, mantenimento di emulatori per i data format e interfacce “superati”, gli operatori di IA stanno cercando di rendere i materiali navigabili e consultabili in modo organizzato per i cittadini del futuro, dando loro la possibilità di vedere non solo “cosa c’è oggi” ma anche “come eravamo” (la storia e preistoria della rete) e soprattutto “come ci siamo mossi”. In altre parole, aggiungendo le dimensioni del passato (e quindi anche del futuro) al presente imperativo.
Di recente, seguendo questa stessa temperie, l’IA ha sviluppato collaborazioni all’interno di vari
progetti di digitalizzazione (peer- ti- peer e no profit) di intere biblioteche (si veda ad esempio www.openlibrary.org).
E questo è un po’ tutto per il sito di questa settimana. Io mi fermo e vado a mangiare.
Se vi capita, date un’occhiata a internet archive, e buttateci qualcosa dentro. Per il resto, buon 20 luglio e buona memoria. Ciao carlo.