martedì 21 agosto 2007

Foto della tua vacanza nuda ne hai?







Visto che sono finiti i tempi delle grandi pulminate di massa, ed ognuno si è fatto le vacanzacce sue, cercavo un modo per raccontarvi le nostre. E ho pensato di provarci…per foto…
Qui di sopra vedete le nostre. Io e eloisa, alla ricerca di riposo dopo un anno faticoso, abbiamo preso una settimana di liguria e una settimana di calabria.
Nelle foto vedete i momenti topici del nostro viaggio: un po’ di treno, lunghe sessioni di magnate e bevute, la giusta dose di sport e soprattutto….dormite colossali.
E voi che avete fatto?
Foto della vostra vacanza nuda ne avette?

lunedì 20 agosto 2007

Il triste rientro dalle ferie

Eccoci...
Il classico lunedì mattina lavorativo...Il rientro dalle ferie è sempre pessimo.
Menomale esiste questo blogge!
Ne approfitto per salutare tutti quanti!

Teo

sabato 11 agosto 2007

Aggiornamento blog: il giudizio universale secondo etta (Nicol)

ciao tutti,
qui di lato trovate il nuovo aggiornamento del giudizio universale.
E' santa etta ad averci lasciato la sua traccia questa settimana.
baci,
gio'

PS: per chi non lo ha fatto...mandatemi le vostre classifiche!

martedì 7 agosto 2007

il martello della felicità

riprendo una cosa che mi ha stupito dal post di skanner
di qualche giorno fa.

Delle venti ragioni che ci rendono
felici, una sola a me pare un pò *innaturale*: l'ultima.

La domanda è semplice: perchè *sposarsi* è una ragione
per essere felici?

Sposarsi non è evento biologico bensì culturale.
Ho la forte sensazione che la felicità sia cosa biologica e
quindi chiedo: si può davvero essere *felici* per un evento
istituzionale?

Forse chi dice che il matrimonio rende felici lo intende in
senso elittico: dice sposarsi (evento istituzionale) per intendere l'ottenimento di
una relazione d'amore e di sostegno reciproco stabile e definitiva (evento biologico),
quando ti sposi dici a te stesso, a colui/colei che sposi e a tutti gli altri,
secondo la formula rituale, che ci ameremo 'finchè morte non ci separi'.

Ma è solo questo? E' solo un modo semplice per dire una cosa più articolata?
Se così è perchè non essere felici per ciò
che ci rende davvero felici ovvero un rapporto di amore stabile?
Perchè dire 'sposarsi' e non, al limite, 'matrimonio riuscito' o meglio, e più
direttamente e naturalmente, 'amore stabile'?

Io capisco che sia l'amore stabile a rendere felici (fine). Non capisco che
renda felici lo sposarsi (mezzo).

A me stupisce è vero, ma è un dato di fatto che è lo *sposarsi* che ci rende
felici. Lo vedo nei miei amici che si sono sposati e che, colmi di
felicità desiderano contagiarti e dicono: dai che aspetti, sposati!
non vuoi essere felice anche tu?

Tuttavia...

Si pensi ad un altro evento istituzionale: laurearsi.
Laurearsi rende felici?
Avete mai pensato a quelle emozioni così cupe e desolanti
legate unicamente al raggiungimento di scopi istituzionali?
Molti di noi hanno lavorato sodo per raggiungere una meta. Anni di
studio al fine di raggiungere un obiettivo.

L'uomo biologico - come gli animali - quando raggiunge un suo fine è soddisfatto.
In alcuni casi, molto difficili da caratterizzare,
è qualcosa di più: è felice. Felicità è qualcosa di intrinsecamente legato
al raggiungimento di propri obiettivi. Quali obbiettivi, è difficile dire.
Tuttavia credo siano obbiettivi naturali, sia individuali che sociali molti
dei quali sono elencati nel post di mauro.

L'uomo culturale ha anche obiettivi istituzionali (laurearsi ad esempio). Avete
notato che spesso quando raggiungiamo questi obiettivi non siamo per nulla
soddisfatti ma, semmai, un pò disorientati? A volte addirittura svuotati?
Ma come è possibile che raggiungere certi nostri scopi sia fattore di disorientamento
invece che di soddisfazione? E' forse perchè sono solo dei mezzi e noi li
perseguiamo come fossero dei fini?
E' forse diverso per lo sposarsi?
Non è che anche lo sposarsi è un mezzo camuffato da fine che raggiunto il quale
magari si è solo disorientati e svuotati?
Non è paradossale che uno desideri qualcosa che crede lo renda felice, raggiunge
quella cosa e felice proprio non è?
Come può accadere tutto ciò?

I mezzi hanno significato rispetto ai fini, li desideriamo fin tanto che desideriamo
i fini ovvero è insensato (non ha nessun significato) prendere il martello
se non si vuole farci qualcosa. Se il martello non fosse mezzo per alcun fine, il
martello non avrebbe alcuna rilevanza, è insignificante.

E se qualcuno dicesse che prendere il martello è una ragione per essere felici?

venerdì 3 agosto 2007

a grande richiesta ecco il papillon


c'è chi ha sempre le mani in pasta e chi è di un invidiabile eleganza...

meditabondità

sotto la doccia, stamattina, pensavo al post che avrei voluto per oggi. il mio compleanno, trentadue anni, tanti cambiamenti nella mia vita, una compagna e degli amici bellissimi.
e poi? e poi arrivo e scopro che quella stronza di nicoletta mi ha "bruciato la notizia", con una lettera bella che quasi rabbrividivo....

e adesso come faccio? vabbè, proviamo con la ruota libera....
fai trentadue anni e magari dell'anagrafe non te ne importa niente.
solo che, come mi diceva un'amico qualche sera fa "dopo aver pensato per un pezzo di essere padrone del tuo destino, ti rendi conto che sei arrivato ad un punto dove, al più, gli puoi dare qualche botta di aggiustamento".
pensavi che la vita era come un giro di giostra, e non capivi che la parte della frase da tenere a mente non è "di giostra" ma "un (1) giro".
cazzo, mi stanno fregando. e allora corri, e ti accapigli, e ti ansiolizzi perché ti sembra che ti stia scappando tutto di sotto i piedi. cerchi lavori, contatti persone, provi in tutti i modi a dimostrare che vali.

ma è quello il succo della storia? io per me, e diversi di quelli che leggono, ci siamo fatti convincere/ inculcare che valevamo se avanzavamo. se guadagnavamo, se avevamo un lavoro figo, se avevamo "successo".
e io, un pò, continuo a credermela. tanto è vero che al lavoro mi sento spesso frustrato.

solo che mano a mano che vivo mi sembra di capire che forse il succo non è quello, o non soprattutto quello. quando è nata la bambina di filo, io ed eloisa eravamo elettrizzati e felici come fosse stata la nostra. non stavamo nella pelle. quando romeo si è sposato, o il mio amico andrea ha trovato lavoro a madrid, mi sentivo pieno di vita. quando ho salutato mio babbo, quello che mi è dispiaciuto non è stato non essere diventato presidente della repubblica, ma di non essere riuscito a farmi raccontare delle storie da lui....
quando ho letto i post di nicoletta e jose, ancora, mi è venuto un brivido che nessun successo lavorativo mi ha ancora dato...

cosa voglio dire? non lo so bene cosa voglio dire. so solo che è bello sentire calore e che sono felice.
sproloquiamente vostro,
gio'

aggiornamento blog: giudizio universale e vacanze

allora, provo a ricompormi un istante dopo la tempesta di emozioni che i vostri auguri mi hanno dato (non scherzo).
provo a ricompormi per raccontare che:
a. è in linea- lo vedete qui sotto e spero lo vedrete presto in spalla dx (guasti google permettendo)- il giudizio universale di matteone. grazie gorgo!
b. io oggi parto in vacanza. quindi, sarò meno presente nel nostro spazio digitale x le prox 2 settimane. ma la porta resta (ovviamente) aperta, per chiunque voglia postare o altro.
gio'

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*Le dieci cose per cui val la pena vivere (Matteone)*
1 Quando tua moglie ti dice "sono felice".
2 Sesso a bestia.
3 Avere una casa tutta tua.
4 Ridere di gusto.
5 Stelle, brace, amici, vino e una vagonata di sarcicce.
6 Rompere il culo al boss di fine livello.
7 Il dado a venti facce...
8 Dormire fino a tardi.
9 Le fusa di un gatto.
10 Frankenstein junior

Un bravo ragazzo

Secondo me quello che ha avuto l’idea di questo blog è un grande. Non starebbe a me dirlo, perché è uno dei miei migliori amici e si sa che di fronte agli amici vacilla qualsivoglia forma di obiettività (mi sono pesino convinta che Davide somigli a Rupert Everett). Ma per me Giò è obiettivamente un grande (se Davide somigli obiettivamente a Rupert Everett sarà tema di un altro post). Che dire, è uno ad esempio che prende posizione, per citare una delle dieci cose che piacciono molto alla sua ragazza. E che piacciono molto anche a me. È uno che scatena una rissa a mensa con uno ma dieci minuti dopo lo abbraccia, e crede fermamente in entrambe le cose. È uno che si fa un sacco di domande e che a volte trova persino qualche risposta. È uno che fa di tutto per trovare il tempo e le parole per quelli a cui vuole bene, è uno che dopo il lavoro fa un’ora di autosole (e becca pure una multa) per fare gli auguri di Natale a degli amici che non vede quasi mai. Beh, come i più è uno che ha affrontato un periodo piuttosto duro, ma proprio nel bel mezzo di questo periodo duro ha trovato una persona che l'ha reso mooolto felice... E allora avrà persino pensato che la vita non è così ingiusta, anche se il più delle volte ne ha tutta l’aria (non lo è, effettivamente, ma ci piace crederlo così tanto che, in confronto, i palestinesi sono un popolo che s’ammazza dalle risate). Vabbè, basta con le sviolinate. L’Arata c’ha pure i suoi difetti, eccome. Ad esempio non sa perdere a Risiko e tende a incazzarsi quando la gente si scorda di fargli gli auguri di compleanno. Perciò mandategli almeno un messaggino oggi, gli farà piacere. E cari amici, ovunque voi siate alzate i calici, immaginatevi diretti da un virtuale Lucone Moretti e intonate tuttincoro: “Perché è un bravo ragazzoooo...”. Auguri Gio!
Ps: E con questo spero di avere definitivamente sbaragliato la dilettantesca Sarabraga dal podio di Super Amica Migliore e Regina Dei Complimenti

giovedì 2 agosto 2007

Chi vuol esser lieto sia...

Stimolato dall’iniziativa di Giò di rilanciare il Giudizio Universale, vi suggerisco di dare un’occhiata al servizio di Time (http://www.time.com/time/specials/2007/0,28757,1631176,00.html) che pubblica le venti ragioni che ci rendono felici. Per lo meno secondo quanto emerge da una serie di test psicologici. Eccoli:
§ Ascoltare la musica
§ Avere una vita sessuale soddisfacente
§ Meditare
§ Fare attività fisica
§ Ridere forte
§ Fare qualcosa di carino per gli altri
§ Fare più soldi degli altri
§ Provare forti emozioni
§ Identificarsi con la propria cultura d’apprtenenza
§ Avere ricordi positivi
§ Pensare positivo
§ Sperimentare cose nuove
§ Raccontare storie
§ Separare il lavoro dalla vita privata
§ Avere aspettative realistiche
§ Guadagnare tempo
§ Visualizzare ciò che ci rende felici
§ Sorridere
§ Sposarsi

Sul web si trova anche una graduatoria dei Paesi più felici del mondo pubblicata dalla New Economics Foundation (www.happyplanetindex.org): da notare che lo stato più felice sarebbe Vanuatu, un arcipelago di isole del Pacifico a 1.750 chilometri a est dell’Australia. Poco più di duecentomila abitanti e un Prodotto interno lordo pro capite inferiore ai tremila dollari. Per trovare il primo Paese occidentale bisogna scendere fino al quarantesimo posto, dove si piazza Malta. Noi siamo 66esimi, gli Stati Uniti 150esimi. Sembrerebbe quindi che gli alti livelli di benessere non bastino per avere una vita soddisfacente. Come diceva qualcuno: "I soldi non fanno la felicità". Figuriamoci i debiti.
Ecco la graduatoria completa: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/07_Luglio/12/pop_tabella.shtml

By the way l'uomo più felice del mondo secondo l'Università del Wisconsin è Matthieu Ricard, un monaco buddhista parigino che ha abbandonato una brillante carriera di biologo per ritirarsi in Nepal. Che sia il più felice di tutti lo dicono 256 sensori che hanno misurato l'attività della sua corteccia pre-frontale. Secondo alcuni neuroscienziati più questa regione del cervello è attiva più l'individuo osservato è ritenuto in pace con se stesso e con la realtà. Contento lui...
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/persone/monaco-felice/monaco-felice/monaco-felice.html

Probando, probando...

2 de Agosto...y yo con estos pelos. Apenas ha pasado un mes desde que unos individuos conocidos como "Romeo y Clementina" contrajeran matrimonio en una tierra lejana. En este tiempo he podido reflexionar acerca de la distancia, de los amigos, de cómo la vida transcurre para unos y otros y qué se hace en cada caso particular para reorientarla hacia el puerto deseado. Es cierto que, conociendo mi capacidad intelectual, muchos dudéis de que haya meditado a este respecto más de cinco minutos, pero (y quizá como excepción a la que hacer mención el resto de mi vida) en esta ocasión el pensamiento me ronda aún a día de hoy:

Veo los cambios, sorprendido por que los físicos son los menos, no así los mentales. Gente buena (y sabéis que lo sois), con una preparación académica envidiable, ganas de hacer cosas, pero espíritu un tanto temeroso, desilusionado ante las expectativas de futuro. Os veo y, pese a que me comentáis lo diferente que se ve mi país desde vuestra óptica, observo mi reflejo, mi situación en cada uno de vosotros..."Probando, probando, uno, dos, tres, probando..." aqui es lo que dicen los técnicos de sonido cuando preparan un micro para una actuación. Y probando, probando, se nos va pasando la vida. Probando a llegar a fin de mes, a alcanzar las metas que nos vamos fijando, a conseguir una relación personal satisfactoria con familiares, amigos, pareja... Probando.

Yo, por mi parte, sigo probando, y me gusta cada ajuste que voy llevando a cabo para modelar los agudos y los graves de mi vida, para que la música que soy realmente suene como deseo. Tengo la certeza de que sonaré bien, pero aún más, tengo la certeza de que formaremos una bonita orquesta en cuanto todos estemos bien afinados.

Sé que este texto es divagar en nada acerca de pensamientos que unas ocasiones parecen profundos y otras absurdos, pero teniendo en cuenta que la mayoría de vosotros estáis a más de 1500 kilómetros no creo que las represalias sean muy duras.

He disfrutado más de lo que pensaba al volver a Italia, y no por el turismo, las ciudades, la gente...que también...sino por que he unido varias notas de mi vida en un momento y en un sitio: buenos amigos, mi novia y la sensación de sentirme realmente a gusto con mi vida. Eso es un acorde. Ya ha empezado mi canción.

Probando, probando...

P.D. prometo que las futuras aportaciones no serán como esta, de lágrima fácil, y para demostrarlo me despido como debo: NO TE DIGO TRIGO POR NO LLAMARTE RODRIGO